ECONOMIA CIRCOLARE – IMPLEMENTAZIONE SISTEMA DI GESTIONE – NORMA XP X 30-901

Il presente documento descrive come implementare il sistema di gestione della economia circolare secondo lo standard francese XP X 30-901:2018 “Economia circolare – Sistema di gestione dei progetti di economia circolare – Requisiti e linee guida” e portarlo in certificazione.

 

Introduzione

Riteniamo che in questo momento storico l’attività della società, nel suo complesso, debba essere orientata verso una economia di tipo circolare. Questo documento si propone di dare un contributo ed una ipotesi di lavoro per la implementazione di un sistema di gestione, certificabile, secondo quanto previsto dalla norma AFNOR XP X 30-901:2018.

La norma definisce lo standard, coerente con la ISO 9001, per la certificazione di una organizzazione in relazione alla economia circolare, che secondo lo standard è considerata come “un sistema economico di scambio e produzione che, in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto (beni e servizi) mira a utilizzare le risorse in modo più efficiente e a diminuire l’impatto ambientale, favorendo al contempo il benessere dell’individuo, e in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse viene mantenuto nell’economia il più a lungo possibile e la produzione di rifiuti sia ridotta al minimo”.

La norma tocca molti elementi della attività di una organizzazione interessando l’intera filiera per tutti gli aspetti di tipo ambientale, economico e sociale.

Per la implementazione del sistema di gestione noi proponiamo il percorso sotto schematizzato:

 

1. Percorso di implementazione del sistema di gestione

Nel dettaglio si ipotizzano i passaggi sotto descritti.

0. Individuazione dei tipi di prodotto/servizio

Si individuano i tipi di prodotto/servizio effettivamente realizzati e la loro catena di gestione. Questo sia prima che dopo la produzione. Il tutto in relazione con il mercato di riferimento.

1. Per tipo di prodotto/servizio, definizione della catena

Per ogni tipo di prodotto/servizio/famiglia si individuano gli elementi di:

  • Approvvigionamento
  • Fabbricazione
  • Prodotto finito/servizio con definizione del periodo di vita utile
  • Logistica distributiva
  • Utilizzo del prodotto/servizio durante il periodo di vita utile
  • La dismissione del prodotto per gli aspetti di riciclo e/o rifiuto e/o upcycling

Tutto questo avendo sempre presente la collocazione delle attività per quanto riguarda l’ambiente, l’economia e l’aspetto sociale.

2. Definizione contesto per tipo di prodotto/servizio

In tale fase si definisce il contesto in cui si gestisce il prodotto/servizio in relazione alle aspettative di tutte le parti interessate: interne ed esterne.

Sulla base delle esigenze si determinano:

  • i bisogni e gli interessi delle parti interessate (materialità)
  • il tipo di gestione derivante dal progetto di economia circolare che si intende mettere in atto

3. Valutazione dei rischi

Per i prodotti descritti ai punti 0 e 1, tenuto conto del contesto (2), si effettua la valutazione dei rischi da processo prodotto per gli aspetti ambientali, di economia e sociali.

Questo con la tecnica FMEA e l’emissione del control plan per ogni aspetto. Da qui poi si stabiliscono le procedure di gestione da porre in atto per attuate il sistema di economia circolare all’interno del contesto definito.

3.1 Individuazione dei possibili modelli di business e/o azioni di mitigazione

Per ogni prodotto/servizio si stabiliscono le fasi di gestione di:

  • Approvvigionamento
  • Fabbricazione
  • Prodotto finito con definizione del periodo di vita utile
  • Logistica distributiva
  • Utilizzo del prodotto/servizio durante il periodo di vita utile
  • Il trattamento del sottoprodotto e del prodotto a fine vita per gli aspetti di riciclo e/o rifiuto e/o upcycling

e con l’ausilio di procedure di dettaglio di analisi e progettuali si definiscono le azioni adeguate (a rischio accettabile) per:

  • 4.2.2 Approvvigionamento e sostenibile delle forniture
  • 4.2.3 Progettazione ecologica
  • 4.2.4 Simbiosi industriale
  • 4.2.5 Economia funzionale dei servizi
  • 4.2.6 Consumo responsabile
  • 4.2.7 Estensione della vita del prodotto
  • 4.2.8 Gestione efficiente dei prodotti e dei materiali a fine vita
3.2 Catena definita per il prodotto/servizio

Quanto sopra per ogni fase della economia circolare definita attraverso ciclo di realizzazione del prodotto/servizio e di utilizzo all’interno del contesto stabilito.

4. Progettazione del sistema ad economia circolare

A seguito dei control plan si attiva, per ogni aspetto (ambientale – economico – sociale) una progettazione:

  • di prodotto/servizio;
  • di processo;

questa porta ad emettere interventi:

  • su prodotto/servizio: si definiscono condizioni di Shelf Live, di packaging, di labelling ecc
  • su processo di gestione. Si emettono le procedure gestionali relative

5. Attività operativa (8)

Le procedure di gestione operativa ipotizzate sono quelle sotto descritte:

  • 8200 commerciale: attività ed azioni
  • 8400 approvvigionamento: attività ed azioni
  • 8500 produzione: attività ed azioni
  • 8310 packaging e labelling: progettazione
  • 8550 packaging e labelling: attività ed azioni
  • 8551 logistica approvvigionamenti: attività ed azioni
  • 8553 logistica distributiva: attività ed azioni
  • 8555 magazzino arrivi: attività ed azioni
  • 8557 magazzino spedizione: attività ed azioni
  • 8560 confezionamento: attività ed azioni
  • 9100 controlli e prove

6. Valutazione delle prestazioni (9)

Un importante passaggio operativo è la definizione delle azioni di misura e controllo del sistema di gestione stabilito.

7. Ripianificazione

Ogni anno, visti i risultati raggiunti, si stabilisce il piano per l’anno successivo attraverso la riunione della direzione e le decisioni strategiche che possono emergere di volta in volta.

 

2. Sistema di gestione

Si ritiene che il sistema di gestione, che da soddisfazione al percorso prima detto, possa essere costituito dalle procedure di seguito riportate:

  • 0000 introduzione
  • 4000 analisi del contesto dell’organizzazione
  • 4100 gestione dei permessi legislativi
  • 6000 pianificazione rischi azioni di gestione
  • 6170 sorveglianza post market
  • 6300 processi rischi validazione
  • 8300 progettazione: prodotto/servizio circolare, FMEA, control plan (ambiente, economico e sociale)
  • 8310 packaging e labelling: progettazione
  • 7500 informazioni documentate software ed ITC
  • 8200 commerciale: attività ed azioni
  • 8400 approvvigionamento: attività ed azioni
  • 8500 produzione: attività ed azioni
  • 8310 packaging e labelling: progettazione
  • 8550 packaging e labelling: attività ed azioni
  • 8551 logistica approvvigionamenti: attività ed azioni
  • 8553 logistica distributiva: attività ed azioni
  • 8555 magazzino arrivi: attività ed azioni
  • 8557 magazzino spedizione: attività ed azioni
  • 8560 confezionamento: attività ed azioni
  • 9100 controlli e prove
  • 7120 gestione risorse umane
  • 7134 risorse materiali
  • 7150 risorse misurazioni
  • 1020 azioni preventive azioni correttive
  • 1030 gestione delle informazioni di ritorno dal mercato (reclami)
  • 8700 tenuta sotto controllo non conformi
  • 9200 audit
  • 9300 riunione direzione

3. Certificazione

Una volta ultimata la implementazione, all’interno della contestualizzazione prima detta, i passaggi che si hanno, per la certificazione, sono i seguenti:

  1. richiesta di preventivo all’ente di certificazione con comunicazione di:
  • oggetto e del campo di applicazione
  • contesto e dei limiti di riferimento
  • personale coinvolto e fatturato interessato
  1. ricevimento della offerta e contrattualizzazione della stessa
  2. step 1 con invio all’ente di:
  • descrizione dei prodotti e loro catena di gestione
  • sistema di gestione (procedure e politica)
  • audit, riunione della direzione
  1. step 2: audit in campo rispetto a quanto stabilito
  2. attuazione delle azioni derivanti del risultato dell’audit
  3. emissione del certificato da parte dell’ente

4. Utili supporti derivanti da altre certificazioni E/O ATTIVITA’

Oltre alla certificazione ISO 9001, che risulta utile come base, si ritengono importanti (quasi necessarie) le seguenti altre certificazioni in relazione ai vari ambiti per il contesto definito.

 

Per tutti gli aspetti:

BS 8001: Quadro di riferimento per l’attuazione dei principi dell’economia circolare nelle organizzazioni – Guida

Questa norma permette di impostare un progetto anche parziale di economia circolare all’interno dell’organizzazione in formato case-study e con la possibilità metodologica di identificare un indicatore di circolarità ex ante ed ex post alle attività coinvolte.

Aspetto ambientale

Certificazioni secondo le norme

  • ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso
  • ISO 50001 – Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso

Ed inoltre:

  • Carbon Footprint / Impronta di carbonio di prodotto e/o di organizzazione (14064 e 14067)
  • LCA – Life Cycle Assessment (Valutazione del Ciclo di Vita) tenuto conto delle norme
    • ISO 14040 – Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Principi e quadro di riferimento
    • ISO 14044 -Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida
    • Libro Verde COM 2001/68/CE
    • COM 2003/302/CE
    • EMAS (Reg. 1221/2009) ed
    • Ecolabel (Reg. 61/2010).
  • EPD: Dichiarazione Ambientale di Prodotto (DAP, in inglese EPD® – Environmental Product Declaration) è uno schema di certificazione volontaria di prodotto, sviluppato in applicazione della ISO 14025 (etichettature ambientali di Tipo III), secondo il Programma International EPD System. E’ anch’esso basato su studi LCA del prodotto/servizio coinvolto nella dichiarazione ambientale EPD.

Aspetto economico

Questo aspetto va definito di volta in volta tenuto conto della catena interessata e del mercato di riferimento.

Aspetto sociale

Certificazione secondo

  • SA8000 – Social Accountability International. La norma prende in considerazione, sotto il profilo del rischio etico, i seguenti elementi principali: lavoro infantile, lavoro obbligato, salute e sicurezza sul lavoro, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, discriminazione, pratiche disciplinari, orario di lavoro e criteri retributivi
  • UNI ISO 26000 – la linea guida dell’ISO sulla Responsabilità Sociale delle Organizzazioni

Oltre a:

  • ISO 45001 – Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso
  • AA 1000 – Standard di Assurance sulla sostenibilità creato dalla britannica ISEA
  • Linea guida OCSE per le multinazionali
  • ISO 28000 – Specifica per i sistemi di gestione per la sicurezza della catena logistica