L’importanza di rendere la propria azienda più sostenibile è ormai chiara per tutti i comparti economici.

Sia le aziende i cui clienti sono consumatori finali, sia quelle che si trovano in un punto intermedio della catena di fornitura ottengono vantaggi a medio e lungo termine quando concretizzano il loro impegno a ridurre gli impatti socio-ambientali della propria attività:

  • Competitività. La sostenibilità come strategia dell’azienda è sempre più importante per la competitività. Esso può portare “benefici in termini di gestione del rischio, riduzione dei costi, accesso al capitale, relazioni con i clienti, gestione delle risorse umane e capacità di innovazione” (fonte: Commissione Europea). La Commissione Europea ha inoltre certificato che le aziende sostenibili hanno una redditività superiore del 10/15 % alla media.
  • Aumento produttività e riduzione costi. La sostenibilità è diventata ormai sinonimo di innovazione. Prestando attenzione al processo produttivo l’impresa migliora l’efficienza della sua filiera e va a tagliare quindi alcuni costi. Tra i primi ad essere ridotti ci sono quelli di transazione, coordinamento e gli energetici.
  • Immagine e reputazione. Spesso il driver che muove al cambiamento viene dall’esterno ed è riconducibile alle richieste più o meno esplicite di clienti e stakeholder. È evidente nel caso di grandi aziende o marchi che hanno a che fare con il mercato B2C. Infatti secondo il rapporto Nielsen, società leader nelle indagini di mercato, il 52% dei consumatori dichiara che è disposta a spendere di più se il brand adotta delle politiche di sostenibilità (alcuni studi arrivano anche al 66%). Come dire, i clienti vogliono prodotti sostenibili da aziende sostenibili.
  • Aumento delle opportunità. Sia il mondo finanziario sia quello degli appalti, e in generale le organizzazioni che valutano nuove collaborazioni con le aziende, stanno puntando sempre più a valutare il rischio ambientale delle aziende e dei loro prodotti e servizi. Gli analisti finanziari hanno cominciato ad implementare strumenti di finanza responsabile per scegliere le loro aree di investimento. Inoltre, le imprese che si conformano agli standard ambientali ottengono il diritto di effettuare lavorazioni e vendere prodotti che altri non ottengono; poiché rispondono al meglio alla visione delle pubbliche amministrazioni giovano quindi di significativi incentivi e agevolazioni.

 

L’offerta attuale di strumenti per aumentare la sostenibilità di un’organizzazione è ampia e a vari livelli. E’ fondamentale quindi per l’azienda comprendere il panorama degli strumenti di sostenibilità esistenti, e poter analizzarli per individuare il percorso più in linea con gli obiettivi e gli asset aziendali.

 

Studio Gallian accompagna le organizzazioni come supporto tecnico e teorico nel loro percorso di sostenibilità e circolarità:

  • come appoggio e complemento sull’analisi di soluzioni e strumenti adatti a ogni specificità;
  • in tutto il percorso di consecuzione degli obiettivi di sostenibilità definiti;
  • a livello tecnico e ingegneristico per l’ottimizzazione dei modelli operativi, dei processi di produzione, della governance e delle capacità organizzative e tecnologiche.

 

Il nostro team è specializzato in alcune aree fondamentali:

 

Economia circolare (in base alle norme AFNOR XP X30-901:2018 e BS8001)

termine che definisce un sistema economico (modello di produzione e consumo) che ha la capacità di rigenerarsi da solo, pianificato cioè per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

In ottica di economia circolare si analizza tutto il percorso di produzione, distribuzione, uso e fine vita di qualsiasi prodotto e/o servizio, in base alle varie fasi, e si migliorano tali fasi in modo tale da renderle circolari, cioè da mantenerne all’interno del flusso (sia della stessa filiera o di altre) tutti i materiali possibili. Le fasi considerate sono:

  • progettazione, come passo fondamentale e il più importante su cui agire per rendere un prodotto o un servizio circolare;
  • produzione / rifabbricazione;
  • distribuzione;
  • consumo, uso, riutilizzo, riparazione;
  • raccolta;
  • riciclaggio / fine vita.

 

L’economia circolare propone dei modelli di business che per le loro caratteristiche possono creare valore aggiunto sia a livello economico sia a livello ambientale e salvaguardando la materialità per massimizzare l’uso dei prodotti/servizi, questi sono:

  • Prodotto come Servizio (PaaS);
  • Materiali sostenibili e innovativi;
  • Condivisione della proprietà (sharing economy);
  • Rigenerazione del prodotto e degli scarti e sottoprodotti;
  • Maggiore durata della vita di un prodotto.

 

L’azienda che vuole operare in ottica di economia circolare deve innanzitutto analizzare il suo attuale grado di circolarità, per poi definire progettualmente un percorso secondo i principi e la metodologia, ad esempio, della norma BS8001– primo framework per l’attuazione dei principi dell’economia circolare nelle organizzazioni o dalla AFNOR XP X30-901:2018, norma francese utilizzata che base tecnica dei lavori in atto per la realizzazione della norma UNI sull’economia circolare, il cui gruppo tecnico ISO/TC 323 conta di concludere per il 2025.

Si precisa che la norma AFNOR XP X30-901:2018 è certificabile.

 

Certificazione sull’impronta di carbonio – carbon footprint (secondo nome UNI EN ISO 14046 – 14067)

La carbon footprint è una misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio. Le norme di riferimento sono:

  • UNI EN ISO 14064: norma formata da tre parti che vogliono definire le migliori pratiche internazionali nella gestione, rendicontazione e verifica di dati ed informazioni riferiti ai GHG (GHG -Greenhouse gases, gas ad effetto serra). La norma è utile per progettare e gestire gli inventari di GHG a livello di organizzazione (1° parte), i progetti di riduzione delle emissioni/aumento delle rimozioni (2° parte) e per dare i requisiti e i principi per l’operato di quegli organismi che svolgono attività di verifica e validazione dei dati dichiarati (3° parte).
  • UNI EN ISO 14067: pubblicata nel 2018 e definisce i principi, i requisiti e le linee guida per la quantificazione e il reporting della CFP (Carbon Footprint di prodotto), basandosi sugli standard internazionali di riferimento per gli studi LCA (ISO 14040 e ISO 14044).

 

Studi LCA, Life Cycle Assessment (assessment UNI EN ISO 14040 – 14044) e Dichiarazioni ambientali di prodotto, EPD (certificazione UNI EN ISO 14025)

L’analisi del ciclo di vita (LCA, in inglese life-cycle assessment) è un metodo strutturato e standardizzato a livello internazionale che permette di quantificare i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute umana associati a un bene o servizio, a partire dal rispettivo consumo di risorse e dalle emissioni.

Si realizza attraverso database e software specifici (es. SIMA PRO, utilizzato da Studio Gallian) ed è strutturato in varie fasi:

  1. Definizioni di obiettivo, campo di applicazione, unità di studio (funzionale), e confini del sistema (es. all’interno dell’organizzazione, o seguimento di un prodotto “dalla culla alla tomba” cioè dall’estrazione delle materie prime fino al suo fine vita);
  2. Definizione di ogni fase di produzione/uso del prodotto, e raccolta e analisi dei relativi dati (analisi dell’inventario, LCI);
  3. Valutazione dell’impatto (LCIA) del prodotto studiato, in base a varie categorie d’impatto, ad esempio riscaldamento globale, eutrofizzazione, acidificazione potenziale, riduzione dell’ozono, eco-tossicità, ecc.
  4. Interpretazione del ciclo di vita, in cui si definiscono i fattori significativi e di valutano le azioni di miglioramento e riduzione degli impatti.

Lo studio LCA è inoltre la base tecnica per ottenere la certificazione di etichette ambientali come per esempio EPD (Environmental Product Declaration).

 

Criteri ambientali minimi (CAM)

Sono requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto pubblico per alcune tra le categorie di fornitura ed affidamenti (attualmente 17 in vigore), allo scopo di individuare il miglior prodotto/servizio sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita. Le aziende che vogliono proporre i loro prodotti/servizi in sede di gara per la Pubblica Amministrazione devono perciò applicare i criteri relativi alla loro categoria.

 

Sistema di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001) ed energetico (UNI CEI EN ISO 50001)

Il Sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001 è destinato all’uso da parte di un’organizzazione che cerca di gestire le sue responsabilità ambientali in modo sistematico che contribuisce al pilastro ambientale della sostenibilità. La norma UNI CEI EN ISO 50001 specifica invece i requisiti per creare, avviare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell’energia. L’obiettivo di tale sistema è di consentire che un’organizzazione persegua, con un approccio sistematico, il miglioramento continuo della propria prestazione energetica comprendendo in questa l’efficienza energetica nonché il consumo e l’uso dell’energia.

 

EMAS

L’EU Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) è uno strumento di gestione sviluppato dalla Commissione europea per le aziende e altre organizzazioni per valutare, riferire e migliorare le loro prestazioni ambientali. Copre tutti i settori economici e dei servizi ed è applicabile in tutto il mondo. E’ considerata una certificazione di up-grade rispetto alla certificazione ISO 14001 e infatti ne accoglie tutti i principi, approfondendone alcuni.

 

Formazione sulla sostenibilità aziendale

Per fornire alle aziende un panorama adeguato per comprendere queste tematiche, dando una conoscenza teorica ed operativa sullo sviluppo sostenibile e sue applicazioni ai processi aziendali (sia per management sia per collaboratori):

  • Sostenibilità aziendale per aziende: macrotendenze – misurazione e quantificazione della sostenibilità – strumenti per la sostenibilità (Agenda 2030, SDGs, bilancio di sostenibilità, certificazioni e marchi di prodotto e di organizzazione – emissioni – case study del settore di riferimento)
  • Economia circolare: Green transition ed accordi internazionali per il clima, la strategia europea (European Green Deal e European Circular Economy Action Plan), principi dell’economia circolare, business models, esempi di circolarità in azienda
  • Istanze formative ad hoc su abbordaggi o strumenti specifici (analisi di materialità, bilancio di sostenibilità, LCA, carbon footprint, UNI EN ISO 14001, ISO 50001, gestione sostenibile della filiera del legno e derivati, CAM ecc.)

Reporting di sostenibilità

Documento rivolto agli stakeholders (portatori di interesse) di un’organizzazione il cui obiettivo è rendicontare i risultati e gli impatti economici, sociali e ambientali generati dalla stessa. Solo alcune organizzazioni hanno l’obbligo di realizzarlo ma esistono linee guida internazionali a cui fanno riferimento generalmente le organizzazioni, come quelle del Global Reporting Initiative (GRI).

 

Studio Gallian conta perciò con expertise teorico-tecnica per l’accompagnamento nei progetti e strumenti di cui sopra, e con i rispettivi software, come ad esempio SIMA PRO per gli studi LCA.